Problemi Trattati - Serena Gabrielli Psicologa

Problemi Trattati

"I problemi dell’uomo sono il prodotto dell’interazione
tra soggetto e realtà."

Di seguito elenco le problematiche di cui mi occupo, utilizzando la terapia breve strategica.

Problemi Trattati

Ansia, Panico e Fobie

Ansia, Panico e Fobie - Serena Gabrielli Psicologa

La Terapia Breve Strategica è riconosciuta come “best practice” per il trattamento degli attacchi di panico. I protocolli di trattamento messi a punto per i disturbi fobici e ansiosi, registrano attualmente un’efficacia del 95% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

La paura è la nostra emozione più arcaica, ma soprattutto la più importante perché è quella in grado di innescare risposte rapide che ci consentono di reagire al meglio alle situazioni di pericolo; inoltre ci aiuta a migliorare se stessi costantemente. La paura è quindi una risorsa necessaria per la nostra sopravvivenza ma, quando supera una certa soglia, diventa patologica, si trasforma in un disturbo invalidante.

Rientrano in questa categoria i seguenti disturbi:

ATTACCHI DI PANICO:
Nulla spaventa più della paura stessa, ovvero la paura della paura: il panico. Chi soffre di attacchi di panico è terrorizzato dalle sue stesse sensazioni di paura nei confronti dello stimolo minaccioso. L’escalation delle sensazioni di paura fino al panico avviene in un brevissimo lasso di tempo dominato dalla percezione di un’incontenibile paura di morire o di perdere il controllo del proprio corpo e impazzire. I tentativi di soluzione che vengono messi in atto dalla persona che, invece di risolvere il problema lo alimentano, sono: il tentativo di controllare le proprie reazioni psicofisiologiche; la tendenza ad evitare la situazione associata all’attacco di panico; la costante ricerca di aiuto e protezione da parte di altre persone.

FOBIA SPECIFICA:
Quando la paura patologica è focalizzata su una singola realtà (animale, fantasia, situazione, rumore, oggetto etc.) si parla di fobia specifica o monofobia. In questo caso la fobia è limitante solo rispetto alle situazioni in cui la realtà spaventosa appare. Le principali tentate soluzioni che vengono messe in atto dalla persona, per cercare di risolvere il problema, sono: l’ evitamento della realtà temuta (oggetto, animale, situazione etc.); la socializzazione del problema; la richiesta di aiuto in caso di necessità.
A volte, però, la fobia specifica può diventare gradatamente una fobia pervasiva e generalizzata che diventa fortemente invalidante rispetto a ogni aspetto della vita del soggetto.

FOBIA GENERALIZZATA:
Questo è un tipo di disturbo completamente pervasivo. Infatti mentre le monofobie impediscono al soggetto di vivere solo alcune situazioni, le fobie generalizzate impediscono di vivere la maggior parte delle esperienze. Di solito la fobia generalizzata è l’effetto di alcune monofobie più importanti (agorafobia, claustrofobia, paura di perdere il controllo, paura dell’altezza). Il soggetto non ha più bisogno di stimoli esterni per avere paura (come nel caso della fobia specifica) perché è la sua stessa percezione di realtà che crea il pericolo e la minacciosità ovunque. Il soggetto che soffre di disturbo d’ansia generalizzato vive imprigionato nella paura, poiché tenta inutilmente di controllare le proprie sensazioni, ma ne perde il controllo, facendo diventare l’ansia panico.

FOBIA SOCIALE:
Questa disturbo è caratterizzato dalla paura di essere giudicato o rifiutato dagli altri. In questo caso la persona limita la sua vita di relazione al rapporto con le persone con le quali si sente al sicuro, perché conosciute da molto tempo. Il terrore scatta nei confronti delle situazioni interpersonali dove la persona si sente sotto osservazione o sotto giudizio. Pertanto chi soffre di fobia sociale tende ad evitare tutte quelle situazioni che sono ritenute minacciose, oppure si protegge con la compagnia di persone fidate. La fobia sociale può portare a un grave isolamento sociale, rendendo la persona incapace di relazionarsi con gli altri e con il mondo circostante.

DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS:
Questo disturbo si manifesta in seguito a eventi stressanti o traumatici che la persona ha vissuto in prima persona o a cui ha assistito indirettamente. Gran parte delle persone affette dal disturbo rivive attraverso i flashback i momenti di terrore vissuti durante il trauma. Il soggetto in questo caso diviene letteralmente prigioniero di un passato che continua a invadere il suo presente di paura, dolore e rabbia. Le tentate soluzioni che vengono messe in atto sono: cercare di controllare i propri pensieri e dimenticare l’esperienza traumatica; evitare tutte le situazioni associabili al trauma; chiedere continuamente aiuto e rassicurazione agli altri per riuscire a dare un senso a quanto è accaduto; parlare continuamente dell’evento traumatico, o al contrario, negarlo.

In ciascuno dei disturbi presentati l’ obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di portare la persona a superare completamente e definitivamente il problema attraverso specifiche strategie e, infine,favorire il consolidamento della fiducia nelle proprie risorse e l’acquisizione di un nuovo equilibrio basato sulla sicurezza personale, sull’ autostima e sull’ indipendenza.

Problemi Trattati

Ossessioni e Compulsioni

Ossessioni e Compulsioni - Serena Gabrielli Psicologa

La Terapia Breve Strategica è riconosciuta come “best practice” per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo.

I protocolli di trattamento messi a punto per i disturbi ossessivi e ossessivo-compulsivi, registrano attualmente un’efficacia dell’ 89% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

Rientrano in questa categoria i seguenti disturbi:

DISTURBO OSSESSIVO:
Questo disturbo è caratterizzato da pensieri, immagini o impulsi che si presentano nella mente del soggetto in modo continuo, invadente e persistente. Il soggetto li avverte come qualcosa fuori dal suo controllo. La principale tentata soluzione messa in atto consiste nel tentare di combattere tali pensieri/immagini al fino di scacciarli, ma più il soggetto cerca di combatterli e più li alimenta. Infatti pensare di non pensare è già pensare.

DISTURBO COMPULSIVO:
E’ caratterizzato da comportamenti ripetitivi o azioni mentali irrefrenabili, che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un’ossessione, o secondo regole che devono essere applicate rigidamente. Il disturbo compulsivo si può esprimere attraverso la necessità/illusione di tenere sotto controllo la propria realtà.

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO:
Di fronte ad una paura, il soggetto inizia ad eseguire rituali che gli appaiono in grado di combattere tale indomabile paura. L’esecuzione del rituale dà al soggetto la momentanea illusione del controllo della paura ma, proprio per questo suo effetto, lo conduce ad essere costretto a ripetere ossessivamente il rituale sempre più spesso. I rituali che il soggetto mette in atto possono essere:

preventivi: mirano a prevenire che accada qualcosa di cui il soggetto ha paura (ordinare la propria casa in modo che nulla sfugga al proprio controllo, controllare che tutte le porte siano chiuse prima di andare a dormire, fare la doccia prima di andare a letto tutte le sere perché il letto non si contamini, etc.);
riparatori: mirano a riparare qualcosa che è già accaduto (lavare le mani dopo aver toccato qualcosa ritenuto sporco per evitare di contaminare la propria casa pulita, ripetere una formula mentale dopo aver compiuto un’azione ritenuta punibile per espiare le proprie colpe, etc.);
propiziatori: mirano a propiziare che accada ciò che il soggetto desidera (indossare sempre la stessa maglietta per affrontare situazioni particolari pena l’impossibilità di farlo, ripetere formule mentali specifiche perché tutto proceda nel modo adeguato, salire le scale iniziando con il piede destro e scenderle con il piede sinistro, etc.);

DUBBIO PATOLOGICO:
E’ caratterizzato dalla presenza di un dubbio, una domanda alla quale il soggetto cerca costantemente di trovare una risposta. Ma la risposta porta solo alla creazione di un’altra domanda, un altro dubbio. C’è l’illusione che siano domande che abbiano risposte certe.

IPOCONDRIA:
E’ caratterizzata dalla paura di essere colpiti da una grave forma di malattia. Infatti la persona affetta da ipocondria vive nella costante preoccupazione, o addirittura nella convinzione, di avere una grave malattia. Le tentate soluzioni fallimentari che vengono messe in atto sono: la tendenza ad ascoltare ossessivamente il proprio corpo per rilevare tutti i possibili indicatori fisici della presunta malattia; la ricerca mediante diagnosi mediche riportate all’infinito di una risposta che dimostri scientificamente il loro “male oscuro”; parlare continuamente del problema con familiari e amici che, nel tentativo di rassicurare la persona, la fanno sentire non compresa.

DISMORFOFOBIA:
E’ caratterizzata dalla paura ossessiva rispetto al proprio aspetto fisico. L’eccessiva attenzione su se tessi e le continue rassicurazioni trasformano il dubbio di un difetto in una certezza. Il soggetto vive costantemente nel tormento, che si trasforma in panico di fronte a uno specchio o per un’occhiata indiscreta. Le usuali tentate soluzioni adottate dalla persona sono: osservasi specchiandosi di continuo o, al contrario, evitare lo specchio per non incrociare il proprio sguardo; chiedere rassicurazioni a chiunque; interventi chirurgici correttivi che spesso attivano una spirale di insoddisfazione-soffisfazione in cui c’è sempre un difetto da correggere.

In ciascuno dei disturbi presentati l’ obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di portare la persona a superare completamente e definitivamente il problema attraverso specifiche strategie e, infine,favorire il consolidamento della fiducia nelle proprie risorse e l’acquisizione di un nuovo equilibrio basato sulla sicurezza personale, sull’ autostima e sull’ indipendenza.

Problemi Trattati

Disturbi Alimentari

Disordini Alimentari - Serena Gabrielli Psicologa

La Terapia Breve Strategica è riconosciuta come “best practice” per il trattamento dei disordini alimentari. I protocolli di trattamento messi a punto per i disordini alimentari, registrano attualmente un’efficacia dell’ 83% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

Un’alta percentuale delle persone che presentano disordini alimentari, può essere condotta al completo superamento del disturbo mediante un trattamento psicologico costruito ad hoc per tali problemi.

I disturbi che rientrano in questa categoria sono:

ANORESSIA:
E’ la patologia alimentare connotata dalla riduzione progressiva dell’alimentazione fino al completo rifiuto per il cibo. L’anoressia insorge gradatamente, attraverso un processo graduale di astinenza alimentare. Questo processo di astinenza scaturisce dall’esigenza di dimagrire o di non ingrassare. Successivamente l’astinenza si installa come predominante modalità di percezione e reazione nei confronti della realtà. Le persone infatti iniziano parallelamente a rifiutare il cibo, la vita sociale e qualsiasi attività piacevole. Le tentate soluzioni che vengono spesso adottate dai familiari nell’intento di risolvere il problema sono: il controllo costante della quantità di cibo ingerita dalla persona, associato a continue esortazioni a mangiare; socializzazione del problema in casa. Attualmente si distinguono 3 tipologie di anoressia: giovanile, adulta, mista.

BULIMIA:
E’ il disturbo alimentare più frequente. La bulimia è quella patologia caratterizzata dall’ irrefrenabile compulsione a mangiare, dovuta non tanto alla fame quanto al desiderio sfrenato della consumazione del cibo. Si possono distinguere 3 tipologie di bulimia:

la prima tipologia è rappresentata da coloro che mangiano incessantemente durante tutto il corso della giornata senza, però, mettere in atto delle vere e proprie abbuffate. In questi casi il disordine alimentare è accompagnato dalle tipiche disfunzioni organiche e psicologiche dell’obesità.
la seconda tipologia è rappresentata da quelle persone che usano il cibo come compensazione a delle mancanze o come protezione da relazioni che non si sentono in grado di sostenere. Questi soggetti per quanto cerchino di mettersi costantemente a dieta non ci riescono mai, oppure ci riescono per un po’ ma poi ricadono nelle sintomatologia bulimica.
la terza tipologia è rappresentata da quelle persone che alternano periodi di dieta nei quali perdono tanti chili, a periodi successivi di abbuffate nei quali riprendono tutti i chili. La loro è una continua alternanza tra controllo e perdita di controllo.

La principale tentata soluzione che viene messa in atto dalla persona, consiste nella dieta controllata o “fai da te” che può avere anche successo per un periodo di tempo variabile ma non si riesce a mantenere nel tempo.

VOMITING:
Nella letteratura specialistica viene definito come bulimia nervosa. Le persone affette da questo disturbo consumano grandi quantità di cibo per poi vomitare. Lo scopo non è quello di dimagrire ma di avere travolgenti sensazioni di piacere. Ciò che differenzia questa patologia alimentare dalle altre è il fatto che questa si viene a costituire più come una sorta di compulsione basata sul piacere del mangiare e vomitare. L’anoressia e la bulimia vengono considerate trampolino di lancio per la costituzione per il rituale di vomiting che però poi si evolve come forma di patologia a sé stante. Infatti i soggetti affetti da vomiting iniziano a vomitare per non ingrassare continuando a mangiare in maniera sfrenata, ma dopo un certo periodo di reiterazione di questa strategia scoprono il piacere del rituale mangiare-vomitare. Si possono distinguere diverse tipologie di disturbo; le più frequenti sono rappresentate da:

– coloro che riconoscono la piacevolezza del rituale ma desiderano liberarsi perché si rendono conto di quanto sia limitante. Infatti il disturbo occupa buona parte delle proprie giornate e annulla la maggioranza delle altre sensazioni piacevoli che la persona vuole recuperare.
– coloro che vivono il disturbo come vera e propria fonte di piacere e non hanno nessuna intenzione di interromperlo o cambiarlo. In questo caso, la terapia spesso è richiesta da un familiare o indotta dall’invadenza del disturbo che è dilagante, o ancora dalla massiccia diminuzione di peso.

BINGE EATING:
E’ un disturbo basato sull’alternanza tra prolungati digiuni e grandissime abbuffate, le quali si possono verificare nell’arco di una settimana o anche di una stessa giornata composta da un solo pasto che in realtà è un’abbuffata. A differenza di altre forme di disordine alimentare, dove l’abbuffata segue una pratica di espulsione come il vomiting o l’uso di lassativi e di eccesso di esercizio fisico, in questo caso l’unica pratica compensativa della abbuffate è rappresentata dal digiuno. In questo caso le tentate soluzioni che vengono messe in atto sono: il digiuno; l’uso di lassativi e/o diuretici; l’attività fisica smodata.

In ciascuno dei disturbi presentati l’ obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di portare la persona a superare completamente e definitivamente il problema attraverso specifiche strategie e, infine, favorire il consolidamento della fiducia nelle proprie risorse e l’acquisizione di un nuovo equilibrio basato sulla sicurezza personale, sull’ autostima e sull’ indipendenza. L’intervento può comprendere anche la famiglia in relazione alle necessità di volta in volta valutate, a seconda dell’età e del grado di coinvolgimento della stessa nel problema.

Problemi Trattati

Problemi Sessuali

Problemi Sessuali - Serena Gabrielli Psicologa

I protocolli di trattamento messi a punto per i disturbi sessuali, registrano attualmente un’efficacia del 91% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

I disturbi del comportamento sessuale riguardano una notevole percentuale della popolazione di ambo i sessi. Molti dei problemi sessuali si realizzano quando si verifica lo sforzo cosciente o volontario di provocare o inibire reazioni che sono naturali.

Infatti alla base delle diverse tipologie di disturbi sessuali, possiamo trovare le seguenti tentate soluzioni:

la ricerca volontaria di sensazioni e/o di reazioni, in cui si viene a creare un vero e proprio paradosso psicofisiologico perché più si cerca volontariamente di ottenere comportamenti spontanei e più ci si blocca.
l’inibizione volontaria di sensazioni e/o di reazioni, in cui più si cerca di inibire volontariamente un atto spontaneo e più lo si provoca.

I disturbi che rientrano in questa categoria sono:

DISFUNZIONE ERETTILE:
Persistente o ricorrente impossibilità di raggiungere o mantenere un’erezione adeguata fino al completamento dell’attività sessuale, in assenza di patologia organica o di abuso di sostanze e/o alcool.

EIACULAZIONE PRECOCE:
Persistente o ricorrente eiaculazione che avviene in seguito a una minima stimolazione sessuale e prima che il soggetto lo desideri.

DISTURBO DELL’ORGASMO MASCHILE E FEMMINILE:
Persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una fase di eccitazione sessuale normale.

VAGINISMO:
Ricorrente o persistente contrazione involontaria della muscolatura vaginale che provoca disagio/dolore durante i rapporti sessuali.

DISPAREUNIA:
Ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale che provoca notevole disagio o difficoltà interpersonali.

DISTURBO DA AVVERSIONE SESSUALE:
E’ caratterizzato dalla persistente o ricorrente estrema avversione ed evitamento di tutti (o quasi) i contatti sessuali genitali con il partner. Tale condizione provoca notevole disagio a livello soggettivo o difficoltà nei rapporti interpersonali.

DISTURBO DA DESIDERIO SESSUALE IPOATTIVO:
E’ caratterizzato da una forte riduzione o assenza di fantasie sessuali e di desiderio di attività sessuale per un periodo prolungato.

In ciascuno dei disturbi presentati l’obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di portare la persona a superare completamente e definitivamente il problema attraverso specifiche strategie e, infine,favorire il consolidamento della fiducia nelle proprie risorse e l’acquisizione di un nuovo equilibrio basato sulla sicurezza personale, sull’ autostima e sull’ indipendenza. L’intervento può richiedere il coinvolgimento del partner in relazione alle necessità di volta in volta valutate.

Problemi Trattati

Depressione

Depressione - Serena Gabrielli Psicologa

I protocolli di trattamento messi a punto per le forme più severe del disturbo depressivo, registrano attualmente un’ efficacia dell’ 82% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

La depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso nella società occidentale, caratterizzato da profonda sofferenza e dolore. La depressione può essere dovuta a eventi di perdita (lutto, abbandono), al crollo di un’illusione (illuso-deluso-depresso) o all’effetto di un altro disturbo (dist. ossessivo, compulsivo, fobico etc.). Il modello breve strategico non considera la depressione come una malattia, ma come una sofferenza che si manifesta in diversi modi, tutti accomunati da uno stesso atteggiamento: la rinuncia. La rinuncia è infatti la tentata soluzione principale che viene messa in atto dalla persona.

Oltre alla rinuncia, sono state individuate altre tentate soluzioni che contribuiscono a mantenere e a far peggiorare la situazione problematica:

fare la vittima, lamentandosi continuamente delle proprie disgrazie. La persona subisce la realtà in modo impotente; è la rinuncia a porre il soggetto nel ruolo di “vittima”.
delegare o pretende dagli altri lo svolgimento delle proprie attività e la soluzione del proprio problema.

In ciascuno dei disturbi presentati l’ obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di portare la persona a superare completamente e definitivamente il problema attraverso specifiche strategie e, infine,favorire il consolidamento della fiducia nelle proprie risorse e l’acquisizione di un nuovo equilibrio basato sulla sicurezza personale, sull’ autostima e sull’ indipendenza. L’intervento può richiedere anche il coinvolgimento della famiglia in relazione alle necessità di volta in volta valutate, a seconda del grado di coinvolgimento della stessa nel problema.

Problemi Trattati

Problemi Relazionali e Di Coppia

Problemi Relazionali e Di Coppia - Serena Gabrielli Psicologa

I protocolli di trattamento messi a punto per i problemi relazionali e di coppia, registrano attualmente un’ efficacia dell’ 82% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

Si tratta di una serie di difficoltà che possono emergere nelle 3 fondamentali aree di relazione che ognuno vive con: se stesso, gli altri (famiglia, coppia, etc.), il mondo (società, lavoro, etc.). Quando queste difficoltà si irrigidiscono possono diventare dei veri e propri disturbi delle relazioni. Possiamo definire un problema relazione come l’effetto disfunzionale di un irrigidimento del modo di percepire e reagire ad una determinata realtà.

L’obiettivo terapeutico è quello di interrompere il circolo vizioso di tentate soluzioni disfunzionali che portano la persona a superare definitivamente il problema, ad attivare le sue risorse personali e a costruire un nuovo equilibrio funzionale che le consentirà di arrivare a gestire la realtà che desidera, anziché subirla. A seconda del tipo di problematica presentata, è possibile intervenire attraverso un percorso di consulenza breve strategica che risulta particolarmente adatta nell’affrontare i problemi non impedenti grazie alle sue caratteristiche di efficacia e rapidità di risoluzione.

Problemi Trattati

Infanzia e Adolescenza

Infanzia e Adolescenza - Serena Gabrielli Psicologa

I protocolli di trattamento messi a punto per i problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, registrano attualmente un’ efficacia dell’ 82% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

Le problematiche più frequenti in età infantile e adolescenziale sono:

COMPORTAMENTO OPPOSITIVO-PROVOCATORIO:
E’ un problema molto diffuso in età infantile caratterizzato dalla manifestazione di comportamenti oppositivi e provocatori rispetto a regole o a divieti. Questi comportamenti possono limitarsi all’uso provocatorio di espressioni volgari, oppure arrivare a manifestazioni più gravi, come episodi di aggressività, violenza e autolesionismo. Nell’adolescente il disturbo, da disturbante, può divenire violento.

DISTURBO DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE CON IPERATTIVITA’:
E’ caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione (difficoltà a rimanere attenti o a lavorare su uno stesso compito per un periodo di tempo prolungato), iperattività (eccessiva attività motoria e loquacità), impulsività (difficoltà a inibire un comportamento inappropriato, azioni estremamente affrettate) che interferiscono con lo sviluppo e il funzionamento.

MUTISMO SELETTIVO:
Si tratta di un particolare problema in cui il bambino rifiuta di parlare in determinate situazioni sociali (a casa, a scuola, quando gioca etc.). Generalmente il bambino che soffre di questo problema mostra abilità linguistiche nella norma, anche se tende a comunicare con i gesti, le espressioni del viso, i movimenti del capo o con suoni brevi e monosillabi.

ENURESI:
E’ un disturbo caratterizzato da un’emissione involontaria di urina durante il sonno. Bagnare il letto è normale per i bambini piccoli, ma comincia a diventare un problema quando questo comportamento persiste oltre l’età di 5 anni, in cui è stato raggiunto il controllo degli sfinteri. Secondo l’ottica strategica, questo comportamento persiste nel tempo poiché viene mantenuto e talvolta accentuato proprio dai tentativi messi in atti per risolverlo.

FOBIA SCOLARE O GENERALIZZATA:
Si fa riferimento a un disturbo in cui il livello di ansia e di paura ad andare e a restare a scuola sono tali da compromette in modo significativo una regolare frequenza scolastica. Nel bambino la fobia scolare è spesso connessa a una relazione morbosa con uno o con entrambi i genitori, per cui l’attaccamento eccessivo impedisce al bambino di sentirsi al sicuro quando si trova lontano dalle figure parentali. Nell’adolescente invece il disturbo si esprime attraverso reiterati comportamenti evitanti rispetto all’oggetto della fobia con ripetuta richiesta di aiuto e/o protezione o, al contrario, reiterati comportamenti di improvvisa e motivata chiusura.

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO:
Nel bambino il disturbo si manifesta con un’iniziale richiesta di rassicurazione rispetto a una paura che può portare all’esecuzione di veri e propri rituali, mentali o comportamentali, nel tentativo di prevenire che accada qualcosa di temuto, di riparare a qualcosa che è accaduto o di propiziare che accada quello che si desidera. Nell’adolescente invece si osservano veri e propri rituali mentali e/o comportamentali strutturati.

In Terapia Breve Strategica, quando si affrontano i problemi comportamentali dei bambini, si preferisce intervenire in modo indiretto guidando i genitori a mettere in atto determinate manovre elaborate specificamente per spezzare gli schemi comportamentali problematici che mantengono la situazione. Con gli adolescenti, invece, si interviene direttamente previo consenso informato da parte di entrambi i genitori.

Problemi Trattati

Problemi Legati all'Abuso di Internet

Problemi Legati all'Abuso di Internet - Serena Gabrielli Psicologa

I protocolli di trattamento messi a punto per i disturbi legati all’abuso di internet, registrano attualmente un’ efficacia dell’ 80% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

Oggi, con l’avanzamento tecnologico, le nuove dipendenze si sono moltiplicate. L’uso della tecnologia sta infatti diventando abuso che in molti casi crea dipendenza. Quando si preferiscono i social media alle persone reali, si può cominciare a parlare di Dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorder).

Le principali dipendenza da Internet sono:

DIPENDENZA DA CYBER-SESSO:
La Cybersex Addiction è la dipendenza da attività sessuali on-line. Le ricerche effettuate dall’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma evidenziano che circa l’8% degli italiani dipendono da Internet e, fra questi, la maggior parte ricerca sesso virtuale. Non sono solo gli adulti a trascorrere molto tempo in rete su siti dedicati al sesso: sembra elevato anche il numero di adolescenti che passano molto tempo facendo cybersex. L’uso della pornografia virtuale rende tutto facilmente accessibile, ma nel tempo crea una vera e propria dipendenza.

INTERNET GAMING DISORDER (dipendenza da videogiochi on-line):
L’Internet Gaming Disorder, o dipendenza dai giochi on-line, è definito come l’uso ricorrente e persistente di Internet per giocare, spesso insieme ad altre persone. Il videogioco on-line è un fenomeno in espansione tra i giovani e anche meno giovani, delusi da loro stessi e/o dal mondo reale in cui vivono. Il videiogioco on-line diventa quindi il campo dove sentirsi campioni. I bambini che usano videogiochi violenti on-line sono più propensi a esperienze di cyber-bullismo.

GAMBLING ON-LINE (gioco d’azzardo on-line):
Il Gambling on-line è cresciuto con la crisi economica. Infatti il gioco d’azzardo viene percepito come un’opportunità per cambiare la propria sorte, poiché con poco potrebbe permettere di far guadagnare tanto. Il giocatore si illude di trovare nel gioco ciò che gli è negato dalla realtà. Si innesca così un circolo vizioso in cui il soggetto si intrappola fino a non vedere altra soluzione se non lo stesso gioco.

TRADING ON-LINE COMPULSIVO (giocare in borsa attraverso internet):
Il Trading on-line consiste nel giocare in Borsa usando Internet. Anch’esso, come il gioco d’azzardo on-line, rappresenta un’ulteriore illusione del “guadagno facile”. Il trading on-line parte da una base estremamente razionale, ma nel tempo l’emotività avanza fino a far perdere il controllo e sviluppare così una dipendenza.

SHOPPING COMPULSIVO ON-LINE:
E’ caratterizzato da un desiderio compulsivo di fare acquisti, facilitato dal mezzo tecnologico. I soggetti che presentano questo disturbo, inizialmente, comprano per il piacere di possedere. In seguito, riportano uno stato di tensione crescente e il desiderio di comprare che diventa un impulso irrefrenabile. La persona dipendete non riesce a trattenersi dall’acquisto.

INFORMATION OVERLOADING ADDICTION (sovraccarico di informazioni):
La dipendenza da sovraccarico di informazioni si manifesta con la ricerca estenuante e protratta di dati nel tentativo di raggiungere il massimo aggiornamento possibile tramite il web. E’ inoltre caratterizzata da un irrefrenabile bisogno di stare ore e ore in rete cercando informazioni e aggiordamenti; dall’incapacità di controllare, ridurre o bloccare la propria attività in rete; da una prolungata esposizione on-line che produce problemi familiari, sociali ed economici.

In ciascuno dei disturbi presentati l’ obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di portare la persona dipendente a interrompere il circolo vizioso che la incatena al disturbo e, successivamente, aiutarla a costruire delle relazioni sane con se stessa, con gli altri e con il mondo.

Efficacia ed Efficienza

Risultati di efficacia dell’approccio breve strategico
nella cura dei seguenti disturbi:

Disturbi Fobici e Ansiosi
95% dei casi
Disturbi Ossessivi e Ossessivo-Compulsivi
89% dei casi
Disordini Alimentari
83% dei casi
Disfunzioni Sessuali
91% dei casi
Disturbi dell'Umore
82% dei casi
Problemi Relazionali nei Diversi Contesti
82% dei casi
Problemi dell'Infanzia e dell'Adolescenza
82% dei casi
Disturbi Legati all'Abuso di Internet
82% dei casi

Aldus Huxley

“La realtà non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con quello che ci accade.”

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