Un’ importante questione da chiarire è la frequente confusione tra paura, ansia, panico e angoscia.

Paura, ansia, panico, angoscia
(Paura)

La Paura è la nostra emozione più arcaica, ma soprattutto la più importante perché è l’ unica emozione connessa con la nostra sopravvivenza. Infatti scatta in millesimi di secondo e attiva risposte rapide che ci permettono di reagire di fronte a situazioni di pericolo.

Quando proviamo paura, il nostro organismo attiva alcune risposte fisiologiche tra cui l’aumento del battito cardiaco, del ritmo respiratorio e del riflesso elettrogalvanico. Tutte reazioni e manifestazioni che rappresentano la reazione di ansia.

L’ Ansia, quindi, è una condizione di generale attivazione delle risorse fisiche e mentali del soggetto. Spesso è confusa con la paura, ma l’ansia è un’attivazione psicofisiologica che si innesca nel momento in cui la persona percepisce la paura.

Quindi la Paura è un’emozione, mentre l’Ansia è la reazione fisiologica che la paura mette in atto.

Paura e Ansia pertanto si influenzano in maniera circolare, l’una è effetto dell’altra. Ciò che però fa la differenza è che se si impara a gestire la paura si controlla anche l’ansia, mentre se si cerca di ridurre solo l’ansia non si rimuove la paura. Se cerchiamo di trattare l’ansia con gli ansiolitici (le benzodiazepine) quello che succederà è che avremo una sedazione dei sintomi ansiosi ma non elimineremo la percezione della paura.

Paura, ansia, panico, angoscia
(Ansia)

Come scrive il famoso neuroscienziato Antonio Damasio “sedare l’ansia con i farmaci per sconfiggere la paura patologica, o gli attacchi di panico, è come ingessare qualcuno e sottoporlo poi a stimoli minacciosi; non potrà reagire, ma proverà paura”. Ecco perché gli psicofarmaci risultano inefficaci.

Inoltre, la sedazione farmacologica attraverso ansiolitici il più delle volte conduce, dopo qualche mese, a effetti paradosso alimentando l’ansia anziché ridurla. Quindi essendo la paura ad innescare l’ansia, la via maestra sarà il cambiamento delle percezioni del soggetto riguardo a ciò che è vissuto come spaventoso.

E’ importante precisare che Paura e Ansia non sono di per sé patologiche anzi, sono fisiologiche e adattive. Diventano disadattive e patologiche quando superano una certa soglia e/o conducono l’organismo a un vero e proprio tilt psicofisiologico, ossia il Panico.

Ultimamente il termine “Panico” viene molto utilizzato, anche erroneamente. Infatti con questo termine viene classificato un qualunque picco di ansia; un qualsiasi attacco di paura viene diagnosticato come panico. Ma in realtà è una cosa molto specifica .

(Panico)

Il Panico può essere definito come la forma estrema della paura. L’attacco di panico è un episodio intenso e improvviso, di solito della durata di pochi minuti. L’escalation delle sensazioni di paura fino al panico avviene in un brevissimo lasso di tempo, dominato dalla percezione di un’incontenibile paura di morire o di perdere il controllo del proprio corpo e impazzire.

Poi all’ improvviso tutto finisce, lasciando una sensazione di devastazione come quella prodotta da uno tsunami: in questo caso lo “tsunami psicologico”.

Un’altra frequente confusione terminologica, che induce a interpretazioni sbagliate, è quella fra Angoscia e Ansia.

L’ Angoscia è uno stato di oppressione che scatta quando ci sentiamo impotenti e senza controllo sulla realtà esterna. A differenza dell’ansia che attiva l’organismo, l’angoscia lo deprime e lo porta alla resa totale o parziale, generando effetti psicosomatici e alterazioni del sonno.

Si tratta di uno stato di aspettativa negativa rispetto agli eventi futuri, e non solo di un presunto pessimismo, ma della certezza che le cose andranno male senza la possibilità di agire. E’ una sensazione di perdita di controllo totale.

Chi è angosciato sente di aver subito una condanna, alla quale non può sfuggire, e vive nell’attesa che questa si realizzi; ritiene che il pericolo che deve affrontare sia troppo grande. Questo senso di impotenza rende il soggetto disarmato, portandolo anche a crisi depressive.

(Angoscia)

Quindi essere angosciati è ben diverso dall’essere ansiosi; mentre l’ansia diventa patologica per eccesso, l’angoscia è comunque uno stato di disagio mai di attivazione positiva e, se protratta nel tempo, ha una funzione deprimente sull’organismo e sulle difese immunitarie.

Anche in questo caso la soluzione dell’angoscia non risiede in una sedazione degli effetti fisiologici (infatti la sedazione limita i sintomi e inibisce le nostre risorse, innescando un ulteriore circolo vizioso patogeno: sto meglio, ma mi sento ancora più incapace perché bloccato nelle mie reazioni), ma nel cambiamento delle percezioni di condanna che la persona vive.

L’obiettivo della Terapia Strategica è proprio quello di andare a intervenire e a modificare le nostre percezioni che inducono a reazioni comportamentali disfunzionali.

Dott.ssa Serena Gabrielli


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