Monofobie e fobie generalizzate: che differenza c’è?

by Serena Gabrielli
Settembre 23, 2019

Non esistono limiti alla nostra capacità di inventarci paure. Esistono infatti tante paure quante se ne possono inventare.

La differenza tra monofobie e fobie generalizzate dipende da quanto la paura sia diventata pervasiva e da quanto limiti la realtà dell’ individuo, cioè quanto la paura blocchi realmente il soggetto nei confronti di alcune esperienze.

Le monofobie infatti impediscono alla persona di vivere solo determinate situazioni, le fobie generalizzate invece le impediscono di vivere la maggioranza degli eventi.

Per riconoscere quando la paura diventa patologica, è fondamentale focalizzare la nostra attenzione sulle restrizioni e sulle difficoltà che la paura ci impone. Quindi per capire se siamo affetti da un disturbo fobico, basta misurare quanto le nostre paure ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi o le nostre capacità. Una volta che abbiamo notato che la paura ha superato una certa soglia ed è diventata una reazione di disadattamento, è opportuno rivolgersi a un professionista.

Le Monofobie

“Esistono tante realtà quante se ne possono inventare.” (O. Wilde)

Le monofobie, o fobie specifiche, sono caratterizzate da una paura patologica focalizzata su una singola realtà (es. un animale, una situazione, una fantasia, un rumore, un oggetto, ecc..). In questo caso la fobia può essere limitante solo rispetto alle situazioni in cui si presenta la realtà che riteniamo spaventosa, oppure può divenire gradualmente una fobia pervasiva e generalizzata che diventa fortemente impedente riguardo a ogni aspetto della nostra vita.

Qualsiasi cosa può diventare oggetto di paura e fobia, ma sono state individuate alcune forme più comuni:

– la zoofobia: la paura specifica di un animale (ragni, scorpioni, serpenti, piccioni, ecc.);

– l’ acrofobia: la paura dell’altezza;

– la claustrofobia: la paura dei luoghi chiusi;

– l’ agorafobia: la paura di rimanere soli o allontanarsi da luoghi considerati sicuri;

– la fobia sociale: la paura di essere esposti alla presenza e al giudizio degli altri;

E’ importante sottolineare che l’acrofobia, la claustrofobia, l’agorafobia e la fobia sociale, molto spessotendono a diventare fobie generalizzate perché riguardano situazioni di vita molto comuni e quindi la persona ha più probabilità di mettere in atto le tentate soluzioni disfunzionali dell’evitamento e della richiesta di aiuto. La messa in atto di queste due tentate soluzioni non fa che mantenere e peggiorare il problema.

Altre tipologie molto comuni di monofobie sono:

– la paura di contagiarsi o di infettarsi attraverso il contatto con sangue, siringhe, sporco, ecc. Anche in questo caso si può osservare l’evolversi della patologia verso una forma di fobia generalizzata (di solito, una sindrome ossessiva compulsiva basata su rituali di pulizia, o una forma di fissazione ipocondriaca basata sul bisogno di continui controlli medici).

– la paura di perdere il controllo o la paura di lasciarsi andare, che si associa alla tendenza ossessiva di avere tutto sotto controllo e può generalizzarsi diventando una vera e propria sindrome di attacchi di panico. Fanno parte di questa categoria la paura di parlare in pubblico, di arrossire, o di sudare eccessivamente.

– il timore esasperato di eventi catastrofici: incidenti, terremoti, alluvioni, lutti, ecc. In questo caso la persona ha paura che un evento futuro incontrollabile possa cambiare in qualche modo la sua realtà attuale.

Le Fobie generalizzate

” La paura è la cosa di cui ho più paura.” (M. D. Montaigne)

La fobia generalizzata è un tipo di disturbo completamente pervasivo, dove la persona non ha più bisogno di stimoli esterni per avere paura, perché è la sua stessa percezione della realtà che crea il pericolo ovunque

In questo caso la paura è come una sorta di fascio di luce con il quale il soggetto illumina tutto ciò che percepisce (Nardone, 2000).

Chi è affetto da fobia generalizzata inoltre manifesta, nella maggioranza dei casi, due tipi di profonda paura: quella di morire, o quella di perdere il controllo e impazzire.

Un’ importante caratteristica di questo tipo di patologia è relativa alle situazioni in cui si manifestano i momenti critici di paura: ovvero se la reazione di panico è prodotta da situazioni specifiche o se può avvenire in qualsiasi luogo.

Quando è prodotta da specifiche situazioni (es. il rimanere da soli, l’allontanarsi da luoghi ritenuti sicuri, entrare in luoghi chiusi o trovarsi in mezzo alla folla) gli attacchi di panico possono essere previsti e quindi la persona tende a organizzare la sua vita evitando queste circostanze prevedibili. In questo caso ciò che spaventa è una condizione esterna.

Quando invece la reazione di panico si verifica in qualsiasi luogo, non esiste possibilità di previsione e la persona, non avendo la possibilità di controllare le situazioni, è continuamente sotto stress da allertamento. In questo caso ciò che spaventa è la sensazione interna. Infatti ciò che fa scatenare il panico non è una circostanza esterna ma anche la minima alterazione del proprio corpo.

Le fobie generalizzate bloccano realmente le persone nell’ organizzazione e nella gestione della loro vita, perché la paura è la loro emozione predominante.

La Terapia dei disturbi fobici

” Non esiste notte che non veda il giorno.” (W. Shakespeare)

Anche la fobia più radicata può essere bloccata e risolta efficacemente in tempi brevi.

Una terapia davvero efficace per questo tipo di problemi deve essere focalizzata sul presente e sulla percezione del futuro; inoltre sono indispensabili tecniche terapeutiche che permettano alla persona di vivere concrete esperienze di cambiamento e di superamento della paura, fino al completo recupero della fiducia nelle proprie capacità e risorse personali.

La Terapia Breve Strategica è riconosciuta come“best practice” per il trattamento dei disturbi fobici e attacchi di panico.

I protocolli di trattamento registrano attualmente un’efficacia del 95% dei casi ed un’efficienza media di 7 sedute.

BIBLIOGRAFIA

Nardone G. (2000):Oltre i limiti della paura. Superare rapidamente le fobie, le ossessioni e il panico”. Milano, Rizzoli.

Nardone G. (2003): Non c’è notte che non veda il giorno. La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico”. Milano, Ponte alle Grazie.

Nardone G. (2004):Paura, Panico, Fobie. La terapia in tempi brevi”. Milano, Ponte alle Grazie, Firenze

Nardone G. (2016): “La terapia degli attacchi di panico. Liberi per sempre dalla paura patologica”. Milano, Ponte alle Grazie.