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“Esistono tante realtà quante se ne possono inventare.” (O. Wilde)

Le monofobie, o fobie specifiche, sono caratterizzate da una paura patologica focalizzata su una singola realtà (es. un animale, una situazione, una fantasia, un rumore, un oggetto, ecc..). In questo caso la fobia può essere limitante solo rispetto alle situazioni in cui si presenta la realtà che riteniamo spaventosa, oppure può divenire gradualmente una fobia pervasiva e generalizzata che diventa fortemente impedente riguardo a ogni aspetto della nostra vita.

Qualsiasi
cosa può diventare oggetto di paura e fobia, ma sono state
individuate alcune forme più comuni:

– la zoofobia: la paura specifica di un animale (ragni, scorpioni, serpenti, piccioni, ecc.);

– l’ acrofobia: la paura dell’altezza;

– la claustrofobia: la paura dei luoghi chiusi;

– l’ agorafobia: la paura di rimanere soli o allontanarsi da luoghi considerati sicuri;

– la fobia sociale: la paura di essere esposti alla presenza e al giudizio degli altri;

E’ importante sottolineare che l’acrofobia, la claustrofobia, l’agorafobia e la fobia sociale, molto spesso tendono a diventare fobie generalizzate perché riguardano situazioni di vita molto comuni e quindi la persona ha più probabilità di mettere in atto le tentate soluzioni disfunzionali dell’evitamento e della richiesta di aiuto. La messa in atto di queste due tentate soluzioni non fa che mantenere e peggiorare il problema.

Monofobie: che cosa sono

Altre tipologie molto comuni di monofobie sono:

– la paura di contagiarsi o di infettarsi attraverso il contatto con sangue, siringhe, sporco, ecc. Anche in questo caso si può osservare l’evolversi della patologia verso una forma di fobia generalizzata (di solito, una sindrome ossessiva compulsiva basata su rituali di pulizia, o una forma di fissazione ipocondriaca basata sul bisogno di continui controlli medici).

– la paura di perdere il controllo o la paura di lasciarsi andare, che si associa alla tendenza ossessiva di avere tutto sotto controllo e può generalizzarsi diventando una vera e propria sindrome di attacchi di panico. Fanno parte di questa categoria la paura di parlare in pubblico, di arrossire, o di sudare eccessivamente.

– il timore esasperato di eventi catastrofici: incidenti, terremoti, alluvioni, lutti, ecc. In questo caso la persona ha paura che un evento futuro incontrollabile possa cambiare in qualche modo la sua realtà attuale.

Dott.ssa Serena Gabrielli


 

BIBLIOGRAFIA

Nardone G. (2000):“Oltre i limiti della paura. Superare rapidamente le fobie, le ossessioni e il panico”. Milano, Rizzoli.

Nardone G. (2003): “Non c’è notte che non veda il giorno. La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico”. Milano, Ponte alle Grazie.

Nardone G. (2004):Paura, Panico, Fobie. La terapia in tempi brevi”. Milano, Ponte alle Grazie, Firenze

Nardone G. (2016): “La terapia degli attacchi di panico. Liberi per sempre dalla paura patologica”. Milano, Ponte alle Grazie.

 


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