La paura: quando diventa patologica?

by Serena Gabrielli
Luglio 2, 2019

Non esiste il coraggio in natura. In natura esiste la paura. Per questo è più facile avere paura che avere coraggio; la paura viene da sé, non occorre andarla a cercare.”
(V.G. Rossi)

Che cos’è la paura? La Paura è la nostra emozione più arcaica, più primitiva, ma soprattutto la più importante. Rappresenta, infatti, una della quattro emozioni di base (insieme a rabbia, dolore e piacere) che nessun individuo può evitare di provare. Inoltre è una risorsa necessaria per la nostra sopravvivenza perché ci allerta di fronte a reali pericoli e ci permette di affrontare determinate situazioni rischiose. Quindi senza una dose di paura naturale non si sopravvive; quando però supera una certa soglia, diventa patologica.

Qual è la differenza tra la paura sana e la paura patologica?

Ciò che fa la differenza tra la paura come utile emozione e la paura come reazione patologica è che: la paura come emozione utile ci aiuta a incrementare la nostra capacità di gestire la realtà; la paura come reazione patologica impedisce questa capacità e ci blocca nei confronti di determinate esperienze.

Quando la paura si può ritenere patologica?

La paura si può ritenere patologica quando ci impedisce di realizzare le nostre capacità e i nostri desideri. Fino a quando la paura non diventa impedente, cioè che blocca realmente la persona nei confronti di alcune situazioni, non va considerata un disturbo che necessita di essere curato. Solo quando la paura diventa impedente e limitante, siamo di fronte a una forma di patologia che necessita di essere trattata.

Quando una persona inizia a ridurre la sua esperienza a causa della paura, questa tende ad amplificarsi e a limitare sempre di più le situazioni fino a diventare una fobia generalizzata.

Quindi una volta riscontrato che la paura ha superato una certa soglia e, da reazione di adattamento, diventa reazione di disadattamento, è opportuno rivolgersi ad un professionista.

Ansia, Panico e Fobie - Serena Gabrielli Psicologa

Esistono, infine, tre livelli di gravità differenti:

lieve : quando la persona subisce la paura in determinate situazioni o condizioni minacciose, ma non è invalidata nelle normali attività;

media : quando la persona è totalmente travolta dalla paura di fronte a situazioni o condizioni spaventose, ma al di fuori di queste vive in modo normale;

severa : quando la persona è totalmente invalidata e non riesce a gestire la paura, che spesso si trasforma in panico.

Dott.ssa Serena Gabrielli

Se l’articolo ti è piaciuto potrebbe interessarti anche:

Quali sono i comportamenti che alimentano la paura patologica?

Superare la paura con la Terapia Strategica

Attacchi di panico: cosa sono e come si manifestano


Bibliografia:

Nardone, G. (2000): Oltre i limiti della paura. Superare rapidamente le fobie, le ossessioni e il panico”. Milano, Rizzoli.

Nardone, G. (2003): Non c’è notte che non veda il giorno. La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico”. Milano, Ponte alle Grazie.

Nardone, G. (2013): “Psicotrappole. Ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli: imparare a riconoscerle e a combatterle”. Milano, Ponte alle Grazie.